{"id":3216,"date":"2025-10-23T22:09:51","date_gmt":"2025-10-23T20:09:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ellebilab.com\/?p=3216"},"modified":"2025-10-24T13:09:23","modified_gmt":"2025-10-24T11:09:23","slug":"fra-segni-e-memoria-s-velata-intervista-a-giulio-telarico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/2025\/10\/23\/fra-segni-e-memoria-s-velata-intervista-a-giulio-telarico\/","title":{"rendered":"Fra Segni e Memoria s-velata: intervista a Giulio Telarico"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"wp-block-heading\">Fra segni e memoria ri-velata: Intervista a Giulio Telarico<\/h2><h6 class=\"wp-block-heading\">Figura di rilievo nel panorama artistico e del design contemporaneo italiano, Giulio Telarico ha costruito nel tempo un linguaggio essenziale e poetico, fatto di segni che dialogano con la memoria, il mito e l\u2019interiorit\u00e0. Per Ellebi Lab l\u2019artista ha realizzato il prototipo di una lampada e delle stampe d\u2019autore dedicate alla figura di Alarico, il leggendario re dei Visigoti sepolto, secondo la tradizione, alla confluenza del Crati e del Busento. Un progetto che intreccia luce e memoria, storia e mistero, e che si inserisce nella serie Stupor Mundi, dedicata alla riscoperta dei simboli identitari di Cosenza.<\/h6><h6 class=\"wp-block-heading\"><em>Nella tua ricerca i segni diventano spesso custodi di memorie e simboli. Cosa ti affascina del legame tra segno, storia, mito e immaginazione, e in che modo questo rapporto crea il tuo linguaggio visivo?<\/em><\/h6><p>Il mio rapporto con il segno nasce dall\u2019osservazione della natura. Da sempre mi affascina il dualismo tra luce e ombra, tra visibile e invisibile. Con il tempo il segno ha assunto molteplici valenze, fino a diventare parte essenziale del mio lavoro. Anche oggi, nel tornare al disegno, esso rimane centrale: \u00e8 minimale, ma profondamente evocativo. Mi piace pensare al mio lavoro come a un tentativo di mettere ordine nel mondo che mi circonda \u2014 nel mio studio, tra materiali, superfici, rilievi, luci. Creo composizioni di forme, sagome e lettere grafiche che giocano, su superfici ora piane, ora concave e convesse, con la luce naturale e artificiale. Cerco un equilibrio, e quando lo trovo, l\u2019opera mi dice che \u00e8 compiuta. Spesso le mie figure entrano in \u201c<em>conversazione<\/em>\u201d (NdR: questo \u00e8 il titolo di un recente lavoro che il maestro ci mostra nel suo studio): sono sagome, teste, presenze che si incontrano attraverso il pensiero. \u00c8 un modo per restituire un ordine poetico alle immagini che mi abitano. Cos\u00ec \u00e8 nata anche la serie di <em>D\u2019apr\u00e8s<\/em> \u2014 d&#8217;apr\u00e8s Picasso, d&#8217;apr\u00e8s Del Pezzo, d&#8217;apr\u00e8s Savinio \u2014, un modo per tornare a conversare con gli artisti che mi hanno segnato, giocando ancora con i loro messaggi.<\/p><h6 class=\"wp-block-heading\"><em>Il titolo scelto per i tuoi lavori per Ellebi Lab, &#8220;Alarico e il Tesoro ri-velato&#8221;, richiama l\u2019idea di svelare e, allo stesso tempo, velare nuovamente il significato \u2014 una dialettica che caratterizza sia le vicende di questo frammento di storia sia il gesto artistico stesso. Cosa ti affascina della figura di Alarico e come vivi, nella tua pratica, la sottile dualit\u00e0 fra ci\u00f2 che si mostra e ci\u00f2 che rimane nell\u2019ombra?<\/em><\/h6><p>Alarico \u00e8 una presenza che a Cosenza abita la memoria collettiva. Qualche tempo fa Luigi Paolo Finizio organizz\u00f2 una mostra invitando gli artisti a confrontarsi con questa figura, e fu allora che iniziai a ragionare sul tema. Immaginai di trovarmi nei panni di un anonimo scriba, un cronista della corte del Re, intento a registrare frammenti di memoria legati alla sua sepoltura. Da l\u00ec nacquero le prime tavole, come pagine di diario in cui compaiono segni e simboli, tracce di un racconto che si affida al ricordo sfuggente e all\u2019immaginazione. L\u2019idea era quella di \u201crimettere in moto\u201d la figura di Alarico: \u00e8 proprio l\u2019assenza del tesoro, il suo essere irraggiungibile, a renderlo vivo nel tempo. Il mistero alimenta la ricerca, la memoria e il mito.<\/p><h6 class=\"wp-block-heading\"><em>Il tuo segno si muove fra presenza e assenza, come in queste &#8220;tabulae pictae&#8221;, in cui leggiamo i segni lasciati dal tempo e incisi da uno scriba immaginario. Vengono offerti indizi che ci permettono di tessere una possibile storia, ma avvertiamo che manca la chiave di lettura adottata da chi ha scritto: lo sguardo resta sospeso, mentre prova a ricostruire la narrazione senza mai davvero svelarla del tutto.<\/em><\/h6><p>Proprio cos\u00ec: io lascio delle tracce. Una persona pi\u00f9 intelligente di me diceva che un segreto svelato \u00e8 un segreto svilito. E io credo sia vero. Non offro verit\u00e0, ma segni. Sta a chi guarda leggere, scegliere di vedere, attivando frammenti della propria memoria personale e collettiva, per svelare, velare e ri-svelare ancora. Il mistero continua a generare senso.<\/p><h6 class=\"wp-block-heading\"><em>La lampada dedicata ad Alarico \u2014 in linea con gli obiettivi di Ellebi Lab \u2014 trasforma un racconto leggendario in un oggetto quotidiano. Come sei arrivato a tradurre la figura del cavaliere e la luce del \u201ctesoro perduto\u201d in un segno cos\u00ec essenziale e contemporaneo?<\/em><\/h6><p>L\u2019idea \u00e8 nata quasi per caso, dal mio continuo interesse per il dialogo tra luce e ombra. Avevo realizzato una sagoma di Alarico ritagliata dal fondo e, posizionandola davanti a una finestra, ho notato come la luce naturale attraversasse il segno, restituendo un effetto sorprendente. Da l\u00ec ho iniziato a sperimentare, utilizzando anche luci a LED, e pian piano \u00e8 nata la lampada. Mi piace costruire, lavorare con i materiali, forse perch\u00e9 da bambino trascorrevo molto tempo nella bottega di un falegname sotto casa: l\u00ec ho imparato che il contatto con la materia \u00e8 un modo per pensare. Nella vita, come nell\u2019arte, \u00e8 importante alimentare la fiamma \u2014 aggiungere ogni giorno un piccolo pezzo di legno al fuoco, continuare a fare, a cercare. C\u2019\u00e8 sempre un punto di partenza, ma non si sa mai dove si arriver\u00e0, si cambia sempre direzione.<\/p><h6 class=\"wp-block-heading\"><em>In questi cambi di direzione il tuo percorso si \u00e8 incrociato con quello di Ellebi Lab, realt\u00e0 che si muove in un contesto volto a creare sinergia tra arte, design e memoria locale. Come hai vissuto questa collaborazione?<\/em><\/h6><p>Con Marilena e Claudia ho sempre avuto un rapporto di grande fiducia. L\u2019idea di Ellebi Lab mi \u00e8 piaciuta subito: mi ha spinto a mettermi nuovamente in gioco, a realizzare cose che forse, in questo momento della vita, non avrei fatto. Trovo molto significativo il legame che questo progetto mantiene con l\u2019universit\u00e0 e con il territorio. \u00c8 un contributo importante per la citt\u00e0, un modo per tenere acceso quel fuoco di cui parlavamo: la curiosit\u00e0, la passione. Ogni iniziativa che riesce ad attivare nuove persone e nuove energie contribuisce a costruire bellezza. E, in fondo, credo davvero che la bellezza \u2014 quella che nasce dall&#8217;arte, dal lavoro manuale \u2014 possa ancora salvare il mondo.<\/p><div class=\"wp-block-cover aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-3219\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9-1024x1024.png\" data-object-fit=\"cover\" srcset=\"https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9-1024x1024.png 1024w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9-300x300.png 300w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9-150x150.png 150w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9-768x768.png 768w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9-100x100.png 100w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9-600x600.png 600w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9-96x96.png 96w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9-460x460.png 460w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9.png 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\"><p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\">Studio di Giulio Telarico<\/p><\/div><\/div><p><\/p><p>*Foto in copertina di Attilio Onofrio<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra segni e memoria ri-velata: Intervista a Giulio Telarico Figura di rilievo nel panorama artistico e del design contemporaneo italiano, Giulio Telarico ha costruito nel tempo un linguaggio essenziale e poetico, fatto di segni che dialogano con la memoria, il mito e l\u2019interiorit\u00e0. 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