{"id":3244,"date":"2025-11-12T19:02:25","date_gmt":"2025-11-12T18:02:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ellebilab.com\/?p=3244"},"modified":"2025-12-10T12:44:10","modified_gmt":"2025-12-10T11:44:10","slug":"dellarte-del-gioiellare-intervista-a-gio-carbone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/2025\/11\/12\/dellarte-del-gioiellare-intervista-a-gio-carbone\/","title":{"rendered":"DELL\u2019ARTE DEL GIOIELLARE: Intervista a gi\u00f2 carbone"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"wp-block-heading\">DELL\u2019ARTE DEL GIOIELLARE: Intervista a Gi\u00f2 Carbone<\/h3><h5 class=\"wp-block-heading\">Ti sei definito pi\u00f9 volte un \u201corafo autodidatta\u201d: cosa ti ha affascinato del gioiello al punto da farlo diventare la tua strada? Come hai scoperto questa passione?<\/h5><p>Sono arrivato al gioiello relativamente tardi, avevo 23 anni, e quasi per caso.<br>Ho sempre amato fare lavoretti manuali, ero affascinato dalla scultura e dalla ceramica, ma non potevo dedicarmi a studiare in modo regolare per imparare un mestiere: avevo gi\u00e0 una famiglia e facevo un lavoro che mi assicurava uno stipendio. Attraverso qualche conoscenza ebbi la possibilit\u00e0 di entrare a curiosare in alcuni laboratori orafi, e immediatamente mi innamorai di questa arte. Attrezzai un piccolissimo laboratorio e iniziai a sperimentare, mettendo in atto quel poco che avevo visto nei laboratori, e cercando soluzioni diverse.<br>Nel frattempo dedicavo parte del mio tempo a investigare cosa succedeva nel mondo dei gioielli oltre Firenze.\u00a0Mi andava stretto il conformismo e l\u2019immobilismo di quegli artigiani certamente bravi, ma che replicavano da generazioni le stesse cose imparate dai loro maestri o dai loro padri. Certamente c\u2019\u00e8 qualcosa di importante nel conservare saperi e competenze, ma il loro modo di farlo, acritico e senza innovazione, senza competenze vere sulla metallurgia, sui moderni metodi di lavorazione, sugli strumenti e le tecnologie, era lontano mille miglia dal mio modo di pensare.\u00a0Volevo saperne di pi\u00f9, documentarmi, studiare. Non c\u2019era internet: dovevi viaggiare, cercare testi, documentarti di persona, sperimentare.<br>Non mi interessava, se non lateralmente, il mondo dell\u2019industria, ma capivo che l\u00ec si investiva nell\u2019innovazione tecnica. Non volevo realizzare gioielli tradizionali, sebbene ne ammirassi tecnica e storia: volevo fare gioielli innovativi, contemporanei, che dicessero qualcosa di me, in qualche modo che fossero frutto di una ricerca artistica.<br>Dopo aver abbandonato il mio lavoro regolare, grazie anche all\u2019aiuto della mia famiglia, nel 1982 aprii in Oltrarno (allora culla dell\u2019artigianato) la mia bottega-negozio. Facevo lavori del tutto diversi dalla tradizione fiorentina, che pure conoscevo e apprezzavo. Insieme a me in citt\u00e0 c\u2019erano altri orafi-artisti che seguivano percorsi simili al mio. Era un periodo molto fertile, le persone erano interessate a questi gioielli unici e personalizzati, li acquistavano, il lavoro andava benissimo.<\/p><h5 class=\"wp-block-heading\">Nel 1985 fondi \u201cLe Arti Orafe\u201d, un laboratorio-scuola unico in Italia. Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea? Come si \u00e8 evoluta?<br><\/h5><p>In laboratorio capitavano ragazzi poco pi\u00f9 giovani di me che chiedevano di imparare: ne ebbi alcuni, e sebbene davvero non potessi assolutamente ancora considerarmi un grande orafo o un maestro preparato, la cosa mi piaceva molto di pi\u00f9 che discutere con clienti per preventivi e scadenze di consegna. Nel 1985 mi capit\u00f2 l\u2019occasione di prendere in locazione un laboratorio molto pi\u00f9 grande: lasciai il negozio al mio socio, e aprii ufficialmente la scuola, inizialmente con altre due persone, che per\u00f2 poi lasciarono quasi subito.\u00a0Ho continuato a fare e vendere i miei gioielli per far fronte ai costi per la realizzazione dei laboratori, per le attrezzature e tutto quello che occorreva per allestire uno spazio adatto ad accogliere gli studenti che dai 3-4 iniziali passarono rapidamente a 10, poi 15\u2026\u00a0E poi ho dovuto imparare a insegnare, cosa non facile: altro aspetto del mio processo da autodidatta.<\/p><p>Non c\u2019erano modelli da seguire, non esistevano scuole di questo tipo, se non qualche centro di formazione professionale con programmi desueti. Ho dovuto letteralmente inventare un percorso formativo che avesse il suo focus sulla rielaborazione anticonvenzionale di procedimenti e tecniche tradizionali, coniugando la conoscenza dell\u2019artigianato con concetti contemporanei, esplorando l\u2019uso creativo dei materiali tradizionali e introducendo altri, completamente innovativi.\u00a0 L\u2019idea era quella di superare l\u2019antagonismo tra la tradizione artigianale, il design, la ricerca contemporanea, che invece sono aspetti intimamente legati tra loro. Non era mia intenzione realizzare non una scuola di formazione tradizionale, ma un laboratorio-scuola, un luogo di scambio e di sperimentazione, senza un maestro che impone una visione, ma che aiuta gli studenti a scoprire la loro.<\/p><h5 class=\"wp-block-heading\">Hai contribuito alla trasformazione del gioiello da oggetto decorativo a linguaggio espressivo. In cosa consiste questo cambiamento, che trova espressione anche nella \u201cFLORENCE JEWELLERY WEEK\u201d?<br><\/h5><p>Nel 2000, quando la scuola ormai era una realt\u00e0 forte e di buon prestigio internazionale, ho aperto una galleria dedicata al gioiello contemporaneo. Anche in questo caso \u00e8 stata la prima a Firenze, e tra le prime in Italia. Il mio interesse per questo aspetto della creazione orafa deriva innanzitutto dalla considerazione che la ricerca artistica nel gioiello, che gli storici del gioiello fanno risalire ai lavori di Ren\u00e8 Lalique (a cavallo tra 800 e 900), \u00e8 importantissima se si vuole capire il gioiello anche nelle sue funzioni sociali e storiche oltre che estetiche.<\/p><p>Il gioiello \u00e8 stato nella storia, ed \u00e8 ancora, simbolo di qualche cosa: storia familiare, segno di riconoscimento di gruppi e popolazioni, simbolo religioso, status symbol, dichiarazione di intenti, eccetera. Negli anni sono cambiati i materiali (il gioiello non \u00e8 pi\u00f9 considerato tale perch\u00e9 realizzato in metallo prezioso e gemme rare, ma per il lavoro e il concetto che ci sono dietro), \u00e8 cambiata la funzione sociale, sono cambiate le forme e i volumi, e il gioiello \u00e8 considerato da molte persone ormai come arte da indossare, e parte integrante della propria maniera di essere, segno distintivo delle scelte personali, che possono essere quelle di indossare un brand, come quella di portare un gioiello con carattere di protesta o disagio sociale.<\/p><p>Questa tendenza, gi\u00e0 diffusa e oggetto di mostre e di collezioni soprattutto in centro Europa, era poco seguita in Italia.Il nostro \u00e8 stato un lavoro capillare di disseminazione e informazione sul mondo della ricerca orafa contemporanea, che pian piano ha aperto porte. Per 5 anni in galleria, abbiamo organizzato molte belle mostre con artisti del gioiello da diversi paesi europei, alcuni di essi molto affermati, ma anche giovani emergenti, e per ogni mostra abbiamo pubblicato il catalogo con saggi critici. Nel 2005 ho chiuso la galleria e creato la prima \u201cJewellery week\u201d italiana, anche se ancora non si chiamava cos\u00ec, ma semplicemente \u201cPREZIOSA\u201d.\u00a0 Da allora, con una certa regolarit\u00e0 ho organizzato mostre di altissimo livello. Alle mostre abbiamo affiancato conferenze degli artisti stessi, ma anche di storici dell\u2019arte, ricercatori, giornalisti, critici, in modo da facilitare scambi e coinvolgere il pubblico sempre molto numeroso. Ho organizzato la prima \u201cJewellery Week\u201d nel 2015: \u00e8 stata la prima in Italia, totalmente priva di aspetti commerciali. Un evento completamente finanziato solo dalla scuola, che ha invitato artisti e conferenzieri, allestito le mostre, programmato gli incontri e le conferenze, sempre senza alcun costo per i partecipanti o per i visitatori. Cito da un testo di Maria Cristina Bergesio:<\/p><p class=\"has-text-align-right\"><em>Negli anni &#8217;50 e &#8217;60 del secolo scorso, c\u2019\u00e8 stato in Europa a un forte movimento culturale che ha favorito e completamente sovvertito il concetto tradizionale di gioiello-ornamento per il corpo, che da allora in poi \u00e8 stato inteso come una autonoma forma di arte.\u00a0Il gioiello diventava oggetto di una nuova sperimentazione formale, unita alla ricerca su materiali e tecniche, e recuperando in parte la rivoluzione artistica avviata da Ren\u00e9 Lalique all&#8217;inizio del XX secolo.<\/em><br><em>Il concetto di gioiello non \u00e8 pi\u00f9 legato al valore intrinseco dei materiali, ma diventa un segno riconoscibile di una particolare personalit\u00e0 e del suo universo creativo, un veicolo per esprimere contenuti politici, sociali ed estetici.<\/em> <em>Nell\u2019oreficeria di ricerca le proporzioni tradizionali sono alterate, spesso l&#8217;oggetto indossabile \u00e8 investito di significati simbolici, ricordi, contenuti politici.<\/em><br><em>Questo tipo di gioiello acquisisce il ruolo di mezzo di comunicazione sociale: una volta indossato \u00e8 offerto allo sguardo di tutti, e permette in modo diretto di conoscere la personalit\u00e0 artistica che lo ha creato, la sua immaginazione e il suo linguaggio, grazie alla scelta fatta da chi il gioiello lo indossa.<\/em><br><em>Anche grazie alla creazione di importanti collezioni museali (il Victoria and Albert Museum di Londra, la Pinakothek der Moderne di Monaco, il Mus\u00e9e des Arts D\u00e9coratifs di Parigi), alla diffusione di importanti gallerie d\u2019arte dedicate al gioiello di ricerca, e all\u2019organizzazione l\u2019organizzazione di eventi temporanei in tutto il mondo, l\u2019oreficeria contemporanea \u00e8 stata finalmente riconosciuta come una valida forma di espressione artistica, godendo cos\u00ec di un diffuso apprezzamento come piattaforma dell&#8217;indagine artistica sperimentale<\/em><\/p><h5 class=\"wp-block-heading\">Hai accettato di collaborare con Ellebi Lab, realizzando un gioiello dedicato alla confluenza dei fiumi, luogo simbolico di Cosenza, e alla leggenda del tesoro di Alarico. Qual \u00e8 stato l\u2019aspetto pi\u00f9 stimolante nel portare la tua esperienza internazionale dentro un progetto cos\u00ec radicato nel territorio? Ci racconti qualcosa del tuo processo creativo?<br><\/h5><p>La motivazione principale \u00e8 stata la possibilit\u00e0 di realizzare un oggetto per la citt\u00e0 da cui provengo, da dove sono partito troppo giovane, dove ho a pi\u00f9 riprese pensato di tornare, ma da cui sono dovuto sempre ripartire con qualche delusione in pi\u00f9. <br>La proposta di ELLEBI LAB mi \u00e8 parsa una buona occasione per riconciliarmi con la citt\u00e0, ma non volevo realizzare un gioiello \u201cdelicato\u201d o celebrativo, e tantomeno elegante, ma un oggetto forte, che richiamasse alcuni dei temi chiave che mi sembravano interessanti:<br>Il mito del tesoro perduto: la leggenda di una ricchezza celata. Mistero, inaccessibilit\u00e0.\u00a0<br>L&#8217;acqua\/il fiume: fluidit\u00e0, movimento, profondit\u00e0, riflessi, il letto del fiume che conserva memorie.<br>La ricchezza e l\u2019opulenza antica: Oro, pietre preziose, ma con la patina del tempo.\u00a0<br>La durezza\/la pietra: le rocce, il peso della terra che (forse) nasconde un tesoro.\u00a0<br>Il contrasto tra la preziosit\u00e0 del tesoro e l&#8217;ambiente buio e umido del fiume.<br>Ho usato il bronzo patinato per evocare l\u2019uso che di questo metallo si faceva per fabbricare armi, scudi, oggetti, e che con la patina evoca i colori della terra. Con argento puro ho realizzato i letti del Busento e del Crati.\u00a0<br>Il ferro che racchiude il bronzo richiama la forza, il coraggio, la durezza dei soldati di Alarico.<br>Le pietre utilizzate richiamano la preziosit\u00e0.<br>Dietro (sotto) all\u2019acqua del fiume ho inserito una lamina di oro puro con un rubino al centro, per richiamare il tesoro celato. Ho usato tecniche di costruzione non consuete per i gioielli: ho unito i diversi strati di metallo senza l\u2019uso di saldatura, ma \u201cinchiodandoli\u201d tra di loro, per richiamare tecniche orafe barbariche. La catena \u00e8 stata realizzata alternando anelli di argento e anelli di ferro. Il risultato \u00e8 un oggetto pesante -fisicamente pesante-, non fatto per essere indossato disinvoltamente. <br>Ho provato a non essere troppo didascalico, e ci sono riuscito in parte.<\/p><figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" data-id=\"3248\" src=\"https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/blog-ellebi-1-1024x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3248\" srcset=\"https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/blog-ellebi-1-1024x1024.png 1024w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/blog-ellebi-1-300x300.png 300w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/blog-ellebi-1-150x150.png 150w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/blog-ellebi-1-768x768.png 768w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/blog-ellebi-1-100x100.png 100w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/blog-ellebi-1-600x600.png 600w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/blog-ellebi-1-96x96.png 96w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/blog-ellebi-1-460x460.png 460w, https:\/\/www.ellebilab.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/blog-ellebi-1.png 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DELL\u2019ARTE DEL GIOIELLARE: Intervista a Gi\u00f2 Carbone Ti sei definito pi\u00f9 volte un \u201corafo autodidatta\u201d: cosa ti ha affascinato del gioiello al punto da farlo diventare la tua strada? Come hai scoperto questa passione? Sono arrivato al gioiello relativamente tardi, avevo 23 anni, e quasi per caso.Ho sempre amato fare lavoretti manuali, ero affascinato dalla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3246,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bst_post_transparent":"","_bst_post_title":"","_bst_post_layout":"","_bst_post_sidebar_id":"","_bst_post_content_style":"","_bst_post_vertical_padding":"","_bst_post_feature":"","_bst_post_feature_position":"","_bst_post_header":false,"_bst_post_footer":false,"footnotes":""},"categories":[115],"tags":[152,155,153],"class_list":["post-3244","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-gio-carbone","tag-gioiello-contemporaneo","tag-lao"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3244","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3244"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3244\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3252,"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3244\/revisions\/3252"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3246"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3244"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3244"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ellebilab.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3244"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}